Il Cerchio dei Guerrieri

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Il Cerchio dei Guerrieri è la scuola di combattimento fondata dal Maestro Alessandro Bruno con lo scopo di racchiudere sotto un unico nome i suoi studi marziali e dare identità al gruppo di allievi che ormai lo segue da anni.
I guerrieri, così si chiamano gli appartenenti al gruppo, sono la parte fondamentale e più importante della scuola perché senza la loro passione, il loro entusiasmo e la loro presenza, la scuola stessa non avrebbe motivo di esistere. Tutti gli studenti giocano un ruolo fondamentale e, anche se molte volte non se ne accorge, ciascuno di loro è di enorme aiuto e fornisce preziosi elementi e spunti per migliorare tecniche, impostazioni e tattiche. Tutti imparano dal proprio Maestro, ma tutti, Maestri compresi, imparano da ogni singolo allievo, sia esso esperto o alle prime armi…
Chi decide di entrare nel cerchio diviene parte della “famiglia” e viene accettato dal gruppo dove i guerrieri, schierati idealmente in un cerchio, formano un unico insieme, un unico corpo, che va a circoscrivere e delimitare il campo di battaglia (la palestra in questo caso) dove ci si allena con la massima serietà e dedizione ma senza tensioni, isterismi, esaltazioni o fanatismi. Al contrario gli allenamenti si svolgono sempre in clima distensivo e familiare, tenendo conto che gli “avversari” da battere sono al di fuori del proprio campo di allenamento. Proprio come è in uso nei campi di allenamento thailandesi, i compagni servono per imparare ed esercitarsi e il corpo, tempio sacro della anima e dello spirito, viene preservato da lesioni gravi perché serve per combattere contro avversari reali e non contro i propri “fratelli” di allenamento.

All’interno del cerchio convivono diversi livelli concentrici di conoscenza rappresentati dalle diverse anime marziali che lo compongono, si fondono, convivono e si confrontano per raggiungere il fine ultimo che è quello di imparare a combattere.
Nella scuola del cerchio dei guerrieri si studia la muay thai in tutte le espressioni, marziale/tradizionale e sportiva, ed il jeet kune do che resta la via che indica il metodo per un combattimento reale ed efficace.
La filosofia e i concetti lasciatici da Bruce Lee, applicabili ad ogni stile e in qualsiasi ambito di combattimento, trovano il naturale sbocco nel combattimento da strada, sia con l’utilizzo delle “tipiche” tecniche di Jeet Kune do che con la muay thai, utilizzata sin dai tempi più antichi per combattere in guerra e quindi, a maggior ragione, applicabile ai giorni nostri per la difesa personale da strada.
Cerchio dei guerrieri significa però anche confronto su un ring, nella versione più sportiva della muay thai e nelle discipline da combattimento più affini quali la kick-boxing e il K1 per gli allievi che vogliono cimentarsi in uno degli sport a più elevata difficoltà fisico/emozionale/tecnica e dare così inizio ad una carriera sportiva o semplicemente provare l’ebbrezza del confronto sportivo.
Chi entra a far parte del cerchio dei guerrieri deve avere caratteristiche morali che devono sposarsi con la filosofia di fondo della scuola: ci si allena duramente, molto seriamente e con il massimo impegno, si picchia duro ma sempre con il massimo rispetto per il maestro, i compagni e in un clima di amicizia e collaborazione. Durante gli allenamente molte volte si ride anche perché, come diceva anche Bruce Lee “dovresti allenarti seriamente, ma non allenarti in modo così serio!”
Io ho intenzione di allenarmi per il resto della mia vita e mi aspetto che anche i miei allievi facciano lo stesso. Ho intenzione di allenarmi per mantenermi in forma, studiare e perfezionare tecniche e metodi che siano le più efficaci possibili. E ricercare nuove vie sconosciute e approfondire quelle vecchie.
Il combattimento sportivo e la carriera sportiva in genere, hanno dei chiari limiti temporali perché la preparazione mirata alla competizione agonistica comprende molti sacrifici da un punto di vista alimentare, delle abitudini comportamentali e prevedono una durissima preparazione atletico-tecnica-psicologica che include molti esercizi “scomodi” e allenamenti dolorosi.
Ed è per questo che la carriera sportiva ad alti livelli ha dei precisi limiti d’età imposti non solo dai vari regolamenti, ma anche dal naturale scorrere dell’orologio biologico.
Ma questo non significa che solo pochi eletti possano combattere. Nel cerchio dei guerrieri si combatte. Sempre! Molte delle nostre lezioni di concludono con sessioni di sparring (o guanti che dir si voglia….). Perché fare tanta teoria, dire tante parole o allenare tante tecniche è si importante ma non serve poi a nulla se non le si applica nel concreto. In ogni caso, quando si combatte, lo si fa nel massimo della sicurezza, con tutte le protezioni indossate obbligatoriamente (caschetto, paratibie, guantoni, conchiglia etc.), e nel massimo rispetto del livello dello sparring partner che, non dimentichiamoci, ci sta aiutando a migliorare la nostra conoscenza nell’arte del combattimento. Come già detto in precedenza, in allenamento non sono tollerate scene di isterismo, vendetta, sentimenti di rabbia, foga, prevaricazione, ego, insulti, bestemmie, disprezzo o razzismo. La parola d’ordine negli allenamenti è divertirsi. E molti studenti non vedono l’ora di tornare alla sessione successiva, proprio per il clima positivo che si respira. Si diceva, divertirsi. Si, i guerrieri del cerchio si divertono anche tornando a casa con qualche livido o qualche ammaccatura perché anche in questo modo si rafforza lo spirito, il corpo, la mente, la forza di volontà, la propria resistenza e ci abitua ad “incassare” i colpi fisici (e al di fuori della palestra anche morali…) aiutandoci in questo modo a combattere e superare i propri limiti, le proprie paure, le proprie insicurezze e a non mollare mai. Seppur sfiniti, la fine dell’allenamento coincide con una “stanchezza sana” che scarica le tensioni accumulate nel giorno, fa sentire più rilassati, sereni e sicuri in se stessi.
Come dicevano i grandi maestri del passato….ho studiato una vita per imparare a non combattere….i grandi saggi non combattono, evitano di battersi e vincono le proprie sfide semplicemente con la loro saggezza e le loro parole.
Nel cerchio dei guerrieri, lavoriamo per arrivare a tanta saggezza ma…avendo una vita davanti per imparare, e visto che ancora non c’è nessuno che vuole atteggiarsi a grande e saggio Maestro…combattiamo sempre….per divertirci, tenerci in forma, vincere sul ring e saperci difendere!

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Pubblicato in Arti Marziali, Combat Sport, Difesa Personale e Per bambini

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